Vigilanza, il caso Foggia arriva a “Presa diretta” su Rai 3. Continua lo scontro nel mondo delle guardie giurate

I lavoratori licenziati non hanno ricevuto alcun assegno per Tfr, né tanto meno le mensilità arretrate”. Questa la secca replica del sindacato Usb dopo le ultime dichiarazioni rese dall’amministratore unico dell’istituto di vigilanza Protect, Vincenzo Giandolfi. Resta infatti critica la situazione delle ormai ex guardie giurate, tagliate fuori dall’azienda a settembre scorso. Circa 5 le mensilità arretrate, compreso 13esima e 14esima. “Gli assegni di cui parla Giandolfi non li abbiamo mai ricevuti – dicono a l’Immediato i licenziati -, inoltre lo stipendio è sempre arrivato tramite bonifico”. Ma l’amministratore, contattato dalla nostra testata, ribatte colpo su colpo: “I lavoratori licenziati hanno ricevuto i bonifici mentre la rimanenza, circa un migliaio di euro, è già pronta sotto forma di assegni ma nessuno è passato in azienda a riscuoterli. Il Tfr, invece, è in fase di conteggio”. Ma allora perchè continua lo scontro? Secondo Giandolfi, i lavoratori licenziati hanno creato “una polemica ad hoc per screditare l’azienda. A questi soggetti piace apparire“, aggiunge l’imprenditore. “Io ho già 65 famiglie sulle spalle a cui pensare”. Con gli ex dipendenti c’è in atto una battaglia giudiziaria sulla quale Giandolfi dice la sua: “In caso di vittoria istituirò un fondo a favore dei miei dipendenti con il denaro ricavato dal contenzioso. Mentre ai licenziati auguro di trovare un lavoro e recuperare serenità”.

Vincenzo Giandolfi
Vincenzo Giandolfi

E per il futuro della Protect annuncia importanti novità: “Ora non ne posso parlare ma sono previsti grossi investimenti. Intanto ci sono 4 nuove auto, altre 2 arriveranno a febbraio e altre 2 a marzo. Abbiamo anche 30 giubbotti antiproiettile nuovi. I sindacati, fatta eccezione per la Usb, sono d’accordo e appoggiano il piano aziendale. Mi spiace che la Usb, composta da brave persone, si faccia trascinare da qualche soggetto. La Protect – sottolinea Giandolfi – sta provando a uscire da un momento difficile come tante altre aziende in questo periodo storico”. 

Altra questione è quella che si va ad incrociare con l’istituto di vigilanza Mvs. Il sindacato Usb vorrebbe sapere “il motivo per cui un’azienda in crisi (la Protect, ndr) e che mette in mobilità decine di lavoratori, regala ad altro istituto di vigilanza, Mvs, dei servizi remunerativi”. Giandolfi risponde così: “Non conosco la Mvs, so soltanto che ci hanno tolto dei contratti subentrando a prezzi inferiori. Per questo motivo ho anche presentato diffida”. 

Ma la Usb, dal proprio canto, continua ad attaccare l’amministratore della Protect: “Il licenziamento è stato una ritorsione rispetto alle continue richieste dei lavoratori a percepire quanto di loro spettante a fronte del servizio svolto. E non torniamo sui famosi dieci punti, a cui tutt’oggi l’amministratore non risponde“. Secondo Angelo Neglia, uno dei lavoratori licenziati, “i personaggi loschi nel mondo della vigilanza foggiana sono altri”, in risposta alla lettera inviata nel periodo natalizio da Giandolfi a l’Immediato dopo la polemica sull’utilizzo di un’Audi Q7 da parte dell’imprenditore.

Intanto la questione sta per avere una rilevanza nazionale. Nella serata di domenica 24 gennaio su Rai 3, la trasmissione “Presa diretta” si occuperà del mondo della vigilanza in Italia, grazie a un servizio firmato dal giornalista Federico Ruffo. Durante la puntata è previsto uno spaccato nudo e crudo sulla foggiana Black Security, prossima al fallimento e dalla quale è nata proprio la Protect, attraverso un fitto di ramo d’azienda.   





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