L’imitazione (mal riuscita) di una persona in difficoltà, cosa si cela dietro l’urlo di Leo Iaccarino prima degli spari. “Non è una barzelletta”

Svelato il giallo della frase “non è una barzelletta”. Intanto continua, stavolta con l’immagine del politico e l’hashtag #iostoconleo, la campagna social del suo entourage contro le dimissioni

In tanti si sono chiesti cosa significasse quel “Non è una barzelletta”, gridato dal presidente dimissionario del Consiglio comunale di Foggia, Leonardo Iaccarino. Dopo il filmato della notte di capodanno che ha costretto il politico ad abbandonare la carica rivestita nell’assise, emerge ora che Iaccarino imitava maldestramente una persona con evidente disagio, ripresa in un video amatoriale diffuso nei giorni scorsi e girato in alcune chat. Il protagonista del filmato, in evidente stato di agitazione, grida proprio “non è una barzelletta” ripetutamente, insieme con altre frasi in dialetto. Un ulteriore tassello nella ricostruzione di una vicenda che non smette di indignare i cittadini foggiani.

Intanto continua, questa volta con l’immagine del consigliere comunale e l’hashtag #iostoconleo, la campagna social promossa dallo stesso politico e dal suo entourage, probabilmente nel tentativo di evitare che le dimissioni diventino irrevocabili. Ipotesi remota vista la eco nazionale di un filmato che ha imbarazzato classe dirigente e comunità.





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