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Home - Fondi arabi per Casa Sollievo, ma l’ospedale di San Pio (indebitato) punta sulla Regione Puglia. Emiliano: “No a ripiano, soluzioni alternative”

Fondi arabi per Casa Sollievo, ma l’ospedale di San Pio (indebitato) punta sulla Regione Puglia. Emiliano: “No a ripiano, soluzioni alternative”

Di Michele Iula
13 Aprile 2021
in Inchieste
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Gli ospedali privati del Vaticano rischiano di passare di mano. La crisi finanziaria, aggravata dall’emergenza Covid, starebbe mettendo a rischio posti di lavoro e strutture. L’Espresso ha acceso i riflettori sulle due questioni più complesse: il Fatebenefratelli di Roma e Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo. “L’ospedale di San Pio – scrivono sul settimanale – è fortemente indebitato dopo un decennio di gestione poco professionale delle finanze. Nei conti si trovano molti elementi di criticità strutturale, anche per la discussa conduzione di Michele Giuliani, che subentrò a Domenico Crupi. Incarichi attribuiti fuori da procedure trasparenti, ricorso ripetuto a primari facenti funzione senza punteggio adeguato che rimangono per anni nei reparti, assunzioni di interi gruppi familiari sono alcuni dei problemi che più volte molti membri del consiglio di amministrazione avrebbero evidenziato. Parolin starebbe considerando di commissariare l’ospedale e cercare una interlocuzione con Palazzo Chigi richiedendo un prestito ponte di 60 milioni di euro”.

Proprio Giuliani, qualche giorno fa, aveva dichiarato il bisogno di “continuità finanziaria e anticipazioni garantite” per l’Irccs. “Su questo fronte devo dire che la Regione ci sta aiutando. Di sicuro, però, c’è un tema più ampio, che riguarda Governo e Regioni: il riconoscimento dei centri privati no profit. Dal punto di vista operativo veniamo coinvolti, ma serve un nuovo ruolo nel sistema pubblico. La pandemia ha fatto comprendere diverse questioni, che vanno al di là della posizione geografica. Siamo stati sempre in prima linea, senza pensare a tariffe e remunerazioni. Ma un giorno, molto presto, la perdita generata da questa lunga battaglia – antieconomica – al Covid, produrrà effetti per i quali servirà una soluzione celere. Al momento abbiamo una interlocuzione con la Regione Puglia, che ha dato una importante disponibilità”. Tecnicamente, la Regione Puglia non può intervenire direttamente per ripianare le perdite, ma “ci sono diverse possibilità che potrebbero essere attivate” per sostenere l’ospedale di San Pio, fanno sapere da Bari. Al momento, tuttavia, vige il massimo riserbo sulle opzioni sul tavolo attivato dal governatore Michele Emiliano. “La materia – fa sapere il governatore a l’Immediato – è riservata”.

 

Giuliani, direttore amministrativo ai tempi di Crupi, conosce a menadito i bilanci della struttura sanitaria. Negli ultimi tempi ha cercato di smorzare le voci su una possibile vendita. “Sono bufale. Ci sono sempre stati appetiti nei nostri confronti. Con la pandemia i pruriti sono aumentati. In molti non avrebbero la forza per chiudere una operazione del genere”. Il riferimento era all’interesse di investitori locali, come Universo Salute. Diverso il discorso sulla corte incessante di alcuni fondi arabi riconducibili a Kamel Ghribi, vicepresidente del Gruppo San Donato. “Le zone d’ombra nella biografia di Ghribi non favoriscono la fiducia del Vaticano – scrive l’Espresso -, che memore delle recenti esperienze in campo di investimenti si muove con estrema cautela. Ghribi, durante la dittatura di Gheddafi, era una cerniera tra il defunto dittatore e gli investitori occidentali”.

Giuliani sul punto precisa: “Sappiamo che sono in una fase di espansione, ma non abbiamo mai avuto contatti con loro, anche perché la nostra proprietà al momento esclude forme ‘alternative'”. Poi c’è il capitolo della trasparenza dei lasciti e delle donazioni, questione già più volte emersa durante l’era Crupi. “Casa Sollievo è una realtà che – è riportato nell’inchiesta -, secondo i bilanci, viene alimentata da molti lasciti ereditari e donazioni, soldi che nel corso del tempo sono stati sperperati per spese mai rendicontato o gonfiate. Soldi di incerta provenienza. Secondo quanto ricostruito da autorevoli fonti della struttura, una donna originaria di Manfredonia avrebbe convocato in modo quanto mai originarie una serie di figure chiave dell’ospedale per comunicare la volontà di contribuire in modo sostanzioso alla gestione. Avrebbe poi fatto arrivare nel corso del tempo donazioni per decine di milioni di euro. Dopo la richiesta di chiarimenti sulle donazioni da parte del Vaticano, la donna è scomparsa nel nulla. Insomma storie diverse dove sanità non fa rima con santità e dove gli ospedali vanno a creare enormi buchi in bilancio sanati poi dallo stato italiano”. Sul punto, Giuliani taglia corto: “Questa storia ci sembra più che altro una leggenda”.

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Tags: Casa Sollievo della SofferenzaEmilianoGiulianiSan DonatoSan Giovanni RotondoUniverso SaluteVaticano
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