Mini “pareggite” per il Foggia, terzo 1-1 consecutivo. Rossoneri poco cinici fermati dal Picerno

I satanelli non pungono sotto porta e sembrano ancora lontani dalla filosofia di gioco di Zeman

L’allievo contro il maestro: nell’anticipo di Lega Pro, Zeman sfida Palo, che proprio il boemo fece esordire in Serie B da calciatore. Al “Donato Curcio” il Picerno ospita un Foggia decimato dalle assenze di Markic, Di Grazia, Nicoletti e Merola. I padroni di casa si schierano con un 4-2-3-1: Viscovo; Finizio, De Franco, Allegretto, Guerra; De Ciancio, Pitarresi; De Cristofaro, Reginaldo, Terranova; Gerardi. Il Foggia si dispone con il 4-3-3: Volpe; Garattoni, Sciacca, Di Pasquale, Martino; Rocca, Petermann, Gallo; Merkaj, Ferrante, Curcio.

La cronaca
Il primo tiro della partita è di Ferrante, ma è abbondantemente alto. Il Picerno si rende pericoloso al 7′ con un tap-in di Gerardi, che sfiora la traversa. Al 25′ Gerardi supera Gallo con un dribbling e tira, blocca Volpe. Un minuto dopo anche il Foggia si affaccia dalle parti del Picerno con un colpo di testa centrale di Curcio. Al 41′ Gerardi, molto ispirato, viene steso in area da Martino: dagli undici metri Volpe neutralizza il rigore, ma sulla ribattuta Pitarresi ribadisce in rete. Il primo tempo termina sul punteggio di 1-0.

Il Foggia prova a trovare il pareggio già dai primi minuti del secondo tempo e Ferrante ha una potenziale occasione al 48′. Al 55′ Zeman getta nella mischia Di Jenno, Rizzo Pinna e Vigolo e i rossoneri trovano il gol dopo pochi istanti: Curcio spizza per Di Pasquale che con una zampata supera Viscovo. Al 60′ entra anche Garofalo nelle fila del Foggia, che sostituisce Rocca infortunato. Al 71′ Viscovo deve distendersi per parare un diagonale insidioso di Vigolo. Al 79′ il Potenza si rende molto pericoloso: provvidenziale la scivolata di Sciacca a murare un tiro avversario. All’84’ Curcio conclude dai venti metri, palla fuori. La gara termina 1-1 e il Foggia ottiene il terzo pareggio consecutivo. Rossoneri, ancora una volta, poco cinici sotto porta e ancora lontani dalla filosofia di gioco di Zeman.



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