La confessione di Iaccarino: “Avevo paura della famiglia Landella-Di Donna. Temevo anche per i miei figli”

Paure, tangenti e altre storie nell’atto secondo dell’incidente probatorio. L’ex presidente del Consiglio comunale parla anche di Di Pasqua “il fido” e Capotosto “lo spara palle”. E ricorda un incontro estivo con Longo

Incidente probatorio atto secondo. Pubblicati i verbali dell’interrogatorio al pentito della politica foggiana, Leonardo Iaccarino, sentito lo scorso 18 ottobre sul presunto scandalo tangenti al Comune di Foggia. Dopo le domande dei pm Infante e Bray del precedente 9 ottobre, questa volta l’ex presidente del Consiglio comunale ha risposto agli avvocati di Landella&co.

Di Pasqua “fido” di Landella

Non sono mancate importanti rivelazioni, a cominciare dal ruolo del consigliere di Forza Italia, Consalvo Di Pasqua, indagato per il giro di mazzette e per il quale il Ministero degli Interni ne ha chiesto l’incandidabilità. Iaccarino ha ricordato quando il Consiglio lo sfiduciò dalla carica di presidente dell’Assise per la nota vicenda degli spari di Capodanno. Avvocato: “Lei ha detto che Consalvo di Pasqua era il fido di Landella?”. Iaccarino: “Confermo”. Avvocato: “E se era il fido di Landella e Landella la voleva morto, perché veniva a parlare con lei Consalvo Di Pasqua?”. Iaccarino: “E che ne so, può anche darsi che ha fatto il doppio gioco come l’ha fatto quando voleva ritirare la mozione di sfiducia e poi come fido, come cane, si è adeguato alla volontà del padrone. Quindi Di Pasqua era un po’ ambiguo, diceva la sera: stai tranquillo, la mattina si svegliava, forse riceveva qualche telefonata non stare più tranquillo, era proprio il cagnolino del padrone Consalvo Di Pasqua”. Avvocato: “Ma quindi lei si aspettava che Consalvo Di Pasqua non le votasse la sfiducia?”. Iaccarino: “Così era partito, era stato lui il promotore dei magnifici sette a ritirare la mozione di sfiducia, poi si è ravveduto, negli ultimi giorni, ha visto che poteva rimanere solo con qualche altro consigliere comunale e non l’ha più fatto e poi in Consiglio comunale mi ha votato la sfiducia con le famose lacrime di coccodrillo (Di Pasqua pianse in videoconferenza al momento del voto, ndr)”.

Consalvo Di Pasqua

Capotosto lo “spara palle”

Piuttosto coloriti i passaggi relativi all’ex consigliere di maggioranza, Antonio Capotosto, un tempo vicino a Iaccarino assieme al quale fu arrestato a fine aprile di quest’anno. Avvocato: “Lei ad un certo punto ci dice che nell’amministrazione comunale il Capotosto era conosciuto come lo spara palle. Per quale motivo? Ci può chiarire questo aspetto cortesemente?”. Iaccarino: “Qualsiasi tipo di problema: ‘Ve lo risolvo io, conosco io’“. E ancora: “Signor Giudice ne sparava tante, perché io me ne accorgevo, se veniva da me per chiedermi la cortesia dove buttare il pezzettino di carta e poi ti diceva: ‘Io sono amico di Tonti fratello mio, D’Alba è mio figlio, Gesù Bambino mi ha battezzato…’. Allora a quel punto dicevi: ‘Questo ne spara soltanto tante’, perché alla fine questo era Capotosto”.

“Landella e Di Donna legati da ambienti un po’ particolari”

Duro l’affondo sull’ex sindaco Franco Landella e sulla moglie di quest’ultimo Daniela Di Donna, entrambi coinvolti nel presunto scandalo tangentizio. Landella avrebbe chiesto mazzette ad imprenditori per importanti appalti della città e Iaccarino ne era al corrente: “Io speravo di essere intercettato, almeno qualcuno mi chiamava e mi diceva: ‘Che sta succedendo?’, e avrei fornito delle…”. Avvocato: “Quindi non era più semplice andare a denunciare?”. Iaccarino: “Ho avuto paura, anche perché ero stato minacciato dalla mia ex coniuge e lei mi diceva: ‘Se tu vai a denunciare io sono costretta a metterti fuori di casa’”. Avvocato: “In quale occasione le ha fatto queste minacce?”. Iaccarino: “Può darsi anche a letto la sera prima di addormentarci e fare la preghiera mi diceva: ‘Non fare questa cosa perché altrimenti sono costretta a metterti fuori di casa’“.

Avvocato: “Comunque questa è una delle motivazioni sua moglie…”. Iaccarino: “L’unica motivazione, avevo paura, anche perché avvocato insomma la famiglia Landella-Di Donna a Foggia c’era il chiacchiericcio che erano legati un pochettino da ambienti un po’ particolari e quindi io stesso avevo il timore, non tanto per me, ma per mia moglie e i miei figli. Quindi si diceva a Foggia: ‘Stai attento a quelle persone’“. Avvocato: “Ambienti particolari che significa? Ambiente particolare può essere la lobby del mattone, il Circolo ippico, il Rotary Club. Che significa ambienti particolari?”. Iaccarino: “Avvocato mi sono ricordato mi ha dato lei una mano, uno dei motivi per il quale il Comune di Foggia è stato sciolto per mafia, adesso ricordo, quindi poteva essere questo uno dei motivi leggendo…”. Avvocato: “Basta ha risposto”.

Bruno Longo

Estate 2021, incontro al mare Iaccarino-Longo

Anche fatti di storia recentissima nel lungo interrogatorio a Iaccarino. Il politico ha ricordato un incontro con Bruno Longo, risalente alla scorsa estate, quando entrambi erano di casa a Vieste dove avrebbero commentato l’attuale inchiesta sulle mazzette. Iaccarino: “Vengo a conoscenza quest’estate, una domenica d’estate al mare a Vieste, mi ferma l’ex consigliere comunale Bruno Longo e dice: ‘Leo tutto hai detto, tranne il fatto che alla prima, quindi quando è stata approvata la prima volta la questione di Tonti, l’allora assessore all’Urbanistica Ciccio D’Emilio, prendeva 20mila euro di tangente dalla signora Concetta Tonti (dipendente comunale parente dell’imprenditore Paolo, presunto corruttore per un mega appalto edilizio in viale Pinto, ndr), questa cosa non te la devi far sfuggire’. ‘Bruno la posso dire?’. ‘Dilla, e dì che te l’ho riferito io’. ‘Okay, va bene’“.

Iaccarino ha anche confermato la presenza di un sistema collaudato di tangenti a Palazzo: “Quando facciamo le proposte di delibera al Consiglio comunale di interesse esclusivo per la collettività, che cosa devi chiedere come tangente. Ma ci sono tante altre cose dove è chiaro che l’amministrazione ha rapporti diretti e contatti diretti con il mondo imprenditoriale e chiedono le tangenti“. Avvocato: “Chi è che era sempre e solo uno che faceva questa cosa? Cioè di contattare i vari consiglieri comunali affinché si decidesse se votare o meno?”. Iaccarino: “Lo ripeto Consalvo Di Pasqua. Signor Giudice fiumi di denaro, fiumi di denaro su tante cose. Mi scusi la tonalità. Qui stiamo a fare i professorini sulle duemila euro”. [In alto, Iaccarino; a destra, Landella e Di Donna (foto Cautillo); sullo sfondo, Foggia]

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