“Bastava una diffida o un sollecito”. Il Foggia pronto a dare battaglia dopo la penalizzazione di 4 punti

Il patron: “La Lega sa chi è Nicola Canonico, perché faccio calcio da tanti anni. Con questi provvedimenti si crea un danno di immagine e soprattutto si destabilizza l’ambiente. Siamo una società sana”

Dopo la penalizzazione di quattro punti e l’inibizione ai dirigenti Canonico (foto sopra) e Pintus decretata ieri dal Tribunale Nazionale Federale, i dirigenti del club rossonero hanno tenuto questa mattina una conferenza stampa per fare chiarezza sui motivi oggetto del provvedimento del TFN.
“Era importante che mettessi la faccia per raccontarvi i fatti” ha esordito il presidente Nicola Canonico, il quale ha spiegato: “Le irregolarità sono due. Una riguarda il deposito dell’atto (il passaggio del 51% delle quote della Corporate da Pintus a Canonico, ndr) registrato il 7 luglio e depositato la mattina seguente, non potevamo essere più solerti. L’altra riguarda due certificati su miei carichi pendenti, su cui però ci sono delle autodichiarazioni”. Per ogni irregolarità sono stati assegnati due punti di penalizzazione nel campionato in corso. Inoltre il presidente si è detto rammaricato e arrabbiato per questo provvedimento: “La Lega sa chi è Nicola Canonico, perché faccio calcio da tanti anni. Con questi provvedimenti si crea un danno di immagine e soprattutto si destabilizza l’ambiente. Il Foggia è una società sana”. Infine, Canonico ha fatto chiarezza anche sul “caso Curcio”, non più il capitano dalla ultima partita. “Ho tolto la fascia a Curcio per non dare pressioni mediatiche al calciatore che veniva messo al centro delle polemiche per i risultati negativi”.

Alle parole di Canonico sono seguite quelle dell’avvocato Chiacchio, legale difensore del club, che ha preannunciato un ricorso in Appello del club. “Ci difenderemo ovunque, gli inadempimenti sono solo di carattere formale e le nostre motivazioni saranno accolte” ha precisato l’avvocato che ha spiegato dettagliatamente l’irregolarità commessa: “Il 27 aprile c’è stato un comunicato che ha modificato una norma. Non tutte le società, però, lo hanno recepito: non ha caso in tutti i club nei quali c’è stato il passaggio di proprietà è scattato il defermento”. Per Chiacchio è troppo severa la sanzione: “Occorreva solo una diffida o un sollecito, questo provvedimento è molto eccessivo”.



In questo articolo:


Change privacy settings