L’Asl di Foggia risarcirà Luigia dopo 16 anni, l’odissea della ragazza ridotta alla disabilità da un errore medico

“Il processo civile vero e proprio partì ‘solo’ nel 2015 perché l’Azienda sanitaria foggiana e il potentissimo gruppo assicurativo Lloyd’s di Londra non avevano mostrato, per almeno dieci anni, alcuna disponibilità effettiva a pagare”

Dopo quasi 17 anni da un errore medico che ha cambiato la vita di una bimba della provincia di Foggia, l’Asl ha inviato una lettera al Corriere della Sera per chiarire “l’equivoco”. Una vita di battaglie per i genitori della piccola Luigia Di Giorgio, ridotta alla disabilità motoria e cerebrale, fino alla beffa della richiesta di una somma da parte dell’Agenzia delle entrate per il risarcimento mai arrivato.

A sollevare il caso, il giornalista Gian Antonio Stella, che ha ricostruito la vicenda. “Il Giudizio promosso dai genitori – ha scritto l’Asl – fu incardinato dinanzi il Tribunale di Foggia solo nel marzo 2015 (prima c’erano tre Asl solo successivamente raggruppate), la sentenza di primo grado (che condanna l’Asl) è stata emessa solo il 23 agosto scorso e che comunque l’azienda era coperta da un contratto con gli Assicuratori Lloyd’s di Londra”. Quindi, scrive Stella rifacendosi alla missiva: “L’obbligo risarcitorio (di manleva) era ed è a carico del suddetto Assicuratore, e non della Asl che, per effetto della copertura assicurativa, è esonerata nella fattispecie da ogni onere economico”. Di qui “l’equivoco” dell’invio da parte dell’Agenzia delle Entrate alla bambina disabile oggi ventunenne, alla madre minata lei pure da una malattia degenerativa e al padre di pagare 10.445 euro.

“La prima lettera dei genitori che accusava la sanità foggiana d’aver causato danni irreversibili alla bimba e chiedeva un risarcimento – ricorda il giornalista del Corsera -, lettera firmata dall’allora difensore Michele Di Gaetano, era dell’8 febbraio 2005: tre mesi dopo il ricovero della piccola. Risultati? Zero. Anni di vuoto coi genitori travolti dalle cure quotidiane alla bimba e l’Asl distratta a attendere che la cosa evaporasse… Scelta dilatoria confermata dopo una diffida, il 9 gennaio 2012, dei nuovi avvocati della famiglia Francesco Angelini e Francesco Barucco. Di rinvio in rinvio, di silenzio in silenzio, finì nel nulla il 3 gennaio 2014 anche il tentativo di mediazione avviato dagli avvocati per la ‘volontà di non aderire alla mediazione’ (lo dice il verbale del mediatore delegato dal Ministero della giustizia) sia della Asl sia del Lloyd. A farla corta: il processo civile vero e proprio partì ‘solo’ nel 2015 perché l’Azienda sanitaria foggiana e il potentissimo gruppo assicurativo londinese non avevano mostrato, per almeno dieci anni, alcuna disponibilità effettiva a pagare”.

“Ricevuto il sollecito”, ha insistito l’Asl, “il 18.11.2021 gli Assicuratori Lloyd’s di Londra hanno comunicato direttamente all’Agenzia delle Entrate di Foggia e, per conoscenza, all’Ufficio Sinistri dell’Asl di Foggia che il pagamento di entrambe le imposte di registrazione della sentenza, sia quella inviata alla famiglia che quella inviata alla Asl Foggia, è a totale carico della stessa Assicurazione”. Proprio a pochi giorni dall’uscita del servizio delle Iene che, con Filippo Roma, ha deciso di far luce sulla vicenda.

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