“Foggia Più Verde”, i chiarimenti degli avvocati di Ugo Fragassi: “Accostamenti ingiusti. E il nostro assistito è incensurato”

La precisazione dei legali Ursitti e Caraglia dopo l’articolo de l’Immediato sulla relazione prefettizia: “Società e amministratore rivendicano fortemente la legalità e la trasparenza del loro operato”

Chiarimenti da “Foggia Più Verde” dopo un recente articolo de l’Immediato sulla relazione di scioglimento del Comune di Foggia, firmata dal prefetto Carmine Esposito. Così in una nota gli avvocati Gianluca Ursitti e Pierluigi Caraglia, legali dell’amministratore della società del verde pubblico, Ugo Fragassi (foto in alto). “In merito all’articolo pubblicato su ‘l’Immediato’ in data 21 novembre 2021, a tutela dell’immagine personale e professionale del signor Ugo Fragassi, teniamo a precisare quanto segue. L’assunto secondo il quale il Fragassi avrebbe una lunga serie di precedenti di polizia per vari reati ambientali e per truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche è completamente errato e fuorviante. Con la locuzione ‘precedenti di polizia’ – riportano gli avvocati – si indicano le risultanze dell’attività di polizia che vengono registrate in apposita banca dati – denominata C.E.D. (acronimo di Centro Elaborazione Dati) – con finalità di prevenzione e repressione dei reati: insomma uno schedario ad uso interno i cui dati sono stati pubblicati in palese violazione di legge rispetto alla specifica posizione del Fragassi. In altre parole, anche una semplice violazione amministrativa o – in ipotesi – una banale denuncia poi archiviata, o perfino cestinata perché infondata, viene conservata nella banca dati predetta”.

Poi aggiungono: “Invero il Fragassi è incensurato e, ad oggi, non ci risultano condanne e neppure pendenze penali per reati ambientali né per truffa. Del pari infondato e fuorviante risulta l’accostamento della società ‘Foggia Più Verde’ e del suo amministratore unico ad ambienti mafiosi, o anche solo di malaffare. Si fa riferimento a rapporti di parentela asseritamente intercorrenti tra alcuni lavoratori assunti nell’ambito dell’appalto aggiudicato dal Comune di Foggia e soggetti a vario titolo coinvolti in note vicende giudiziarie. Non ci risulta che quei lavoratori siano oggi sottoposti a procedimenti penali per associazione mafiosa e, in ogni caso, essi erano già dipendenti delle altre società aggiudicatarie che hanno preceduto Foggia Più Verde nella gestione del verde pubblico: la società amministrata dal Fragassi è stata obbligata ad assumerli a seguito dell’aggiudicazione in virtù della cosiddetta clausola sociale e, cioè, per effetto di quanto previsto in materia dalla legge e dai C.C.N.L. al fine di garantire continuità occupazionale ai lavoratori, cioè a soggetti deboli che altrimenti subirebbero le conseguenze del cambio appalto. In disparte quanto precede, anche chi ha avuto precedenti penali ed ha pagato il suo debito ha diritto al reinserimento nella società civile e tanto è previsto dall’art. 27 della nostra Costituzione, al netto di qualsiasi possibile strumentalizzazione”.

Secondo gli avvocati, “l’accostamento ad ambienti mafiosi è tanto più ingiusto nei confronti di Ugo Fragassi che, in passato, vittima di una tentata estorsione durante l’esecuzione di lavori appaltati dal Comune di Manfredonia, ha prontamente denunciato l’accaduto collaborando con la Questura di Foggia e contribuendo in tal modo all’arresto di un noto esponente della mafia garganica, assassinato nel novembre 2019.

La società Foggia Più Verde ed il signor Ugo Fragassi rivendicano fortemente la legalità e la trasparenza del loro operato e sono pronti a dimostrarlo in ogni sede ed in qualunque momento – concludono i legali -, nel rispetto del principio di leale collaborazione con la pubblica amministrazione, che ha sempre ispirato la loro attività”.



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