Super Green pass, oggi si decide: cosa prevede. Stop bar e ristoranti ai non vaccinati

Certamente il caso di Padova, dove da venerdì si tornerà alla mascherina obbligatoria anche all’aperto nel centro storico, non resterà un caso isolato. Il sindaco di Firenze Nardella annuncia un’ordinanza analoga. Non è escluso che l’obbligo – anche se non subito – finisca per riguardare l’intero territorio nazionale. Se ne parlerà oggi nelle molte riunioni che prepareranno il varo del decreto sul Super Green pass. Serve il parere del Cts, deve riunirsi la cabina di regia, bisogna fare il punto con i governatori e solo alla fine il consiglio dei ministri varerà un testo che ieri sera era incerto in alcuni particolari importanti.

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Come funziona il Super green pass

Si potrà accedere a ristoranti, cinema, teatri, stadi, assistere a e frequentare palestre o piscine al chiuso solo con il certificato rafforzato, che si otterrà con il vaccino o con la guarigione dal Covid. Chi sceglie di non immunizzarsi con il pass ottenuto con il tampone (a questo giro pare esclusa la riduzione della durata degli antigenici da 48 a 24 ore e dei test molecolari da 72 a 48 ore) potrà giusto entrare nei luoghi di lavoro e usufruire dei servizi essenziali. “Una linea condivisa dai governatori – sottolinea la ministra degli affari regionali Mariastella Gelmini – con un paio di eccezioni”. Rappresentante dai due esponenti di Fd’I: Acquaroli (Marche) e Marsilio (Abruzzo). L’accordo è meno generale sulla fascia cui applicare il Super Pass: l’ipotesi più rigida sponsorizzata da Speranza, Brunetta, Pd e preferita dall’entourage di Draghi mira ad applicare la regola restrittriva ovunque, anche alle zone bianche. Lega, M5s e alcuni presidenti di regioni puntano a partire dalla zona gialla: “Potrebbe essere una sorta di limbo”, dice Zaia. Starà ai vertici di oggi sciogliere il nodo.

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Da quando?

E non è l’unico punto in forse: l’entrata in vigore del decreto è ballerina, l’ipotesi più accreditata è il primo dicembre, qualcuno spinge per lunedì prossimo altri per il 7 dicembre. Altresì in sospeso i termini di scadenza del lasciapassare sanitario: fino a ieri si era ipotizzato di portarlo da 12 a 9 mesi ma, dopo la riduzione dei tempi per la terza dose, si è pensato ad un’ulteriore sforbiciare. Circoscriverlo a 6 mesi non è del tutto fuori discussione, ma sembra eccessivo. Ci si assesterà probabilmente tra i 7 e gli 8 mesi. Verrà sciolto oggi anche il rebus del vaccino obbligatorio: di introdurlo per tutti non se ne parla.

Vaccino obbligatorio: per chi

Di sicuro, l’obbligatorietà riguarderà il personale sanitario e quello delle Rsa, ma la disposizione potrebbe essere allargata alle forze dell’ordine e c’è chi ancora non esclude del tutto il personale scolastico. Di solito è la Lega ad opporsi, stavolta pare non sia cosi anche se il Carroccio insiste per escludere le zone bianche dal pass rafforzato. Giorgetti elogia la strategia italiana, Salvini, dopo una video conferenza con i suoi governatori, fa sapere: “Si lavora con l’esecutivo per evitare chiusure e eccessive complicazioni per gli italiani. Parole che suonano come un lasciapassare anche se poi il leghista conferma la inea del Piave: mai Green pass per gli under 12. Ipotesi che proprio non è sul tappeto. Le norme che verranno varate oggi riguardano la gestione della pandemia entro i confini nazionali ma il principale fattore di rischio è rappresentato dall’Europa, dove la competenza di Bruxelles: anche lì oggi si fisseranno misure che, secondo il Ministero della Salute “non potranno non essere uguali alle nostre”.

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