Nuova Giunta a Manfredonia, le perplessità di Prencipe: “È diventato assessore chi ha preso più voti”

I dubbi dell’ex candidato sindaco sulla squadra di Rotice

“Esprimo innanzitutto i miei sinceri auguri di buon lavoro agli Assessori della Giunta comunale appena nominata”. Esordisce così l’ex candidato sindaco di centrosinistra, Gaetano Prencipe (Rete Civica Democratica e Popolare) nel commentare la nuova squadra indicata dal primo cittadino Gianni Rotice per guidare Manfredonia nei prossimi cinque anni.

“È evidente che il requisito di cui si è tenuto esclusivamente conto per la loro nomina è stato quello del numero dei voti conseguiti nel primo turno elettorale: è diventato assessore chi tra gli eletti nelle varie liste ha avuto più voti (tranne che per Trotta, candidata in E885,  e Pennella, non candidata in alcuna lista).

Ne è venuta fuori una Giunta con la media d’età più bassa nella storia della città, e questo può anche considerarsi in sé un merito, salvo dover poi fare immediatamente i conti con la quantità e la complessità dei problemi già sul tavolo, che i giovani assessori (alcuni neo laureati o con percorsi di studio non ancora terminati) dovranno purtroppo spesso affrontare senza neanche un adeguato supporto tecnico-amministrativo, stante la cronica carenza di organico.

Puntuale è stato anche il riconoscimento dell’assessorato al consigliere comunale ex PD, maggior suffragato della lista Città Protagonista a sostegno del candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, che si è distinto nel turno di ballottaggio per aver promosso l’immediato accordo con il candidato sindaco del centrodestra insieme ad altre due liste di quella coalizione (una delle quali, E885, ha espresso l’altro assessore), accordo dal quale il Movimento 5 Stelle si è formalmente tenuto fuori.

Resta solo da capire – prosegue Prencipe – se l’assessore tecnico con delega al Welfare costituisca un’altra contropartita elettorale per appoggi ottenuti senza ufficializzazione, visto che non mancano nelle liste altre donne che, almeno per requisiti professionali, avrebbero potuto ricoprire lo stesso ruolo.

Desta infine perplessità la composizione di alcune deleghe assessorili, prive di omogeneità, per via dello scorporo di numerosi settori rimasti in capo al sindaco e sicuramente almeno in parte destinati ad alcuni consiglieri, ai quali evidentemente egli pensa di affidare delle deleghe. Come desta perplessità la mancanza di uno specifico assessorato alla cultura e alla pubblica istruzione, uffici anch’essi spacchettati alla bisogna. Che dire. Visto che non hanno ancora iniziato ad operare, non possiamo che sperare di essere sorpresi dalla loro bravura e, per ora, augurare a tutti loro e al Sindaco di operare per il bene e nell’esclusivo interesse della città”.



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