Elisoccorso ad Alidaunia, gli appalti gestiti in famiglia (con Asl e Riuniti di Foggia). Sui concorrenti: “Ci sono solo i milanesi, togliamoceli davanti”

Dalle carte emerge il ruolo dei Pucillo, del parente Apicella e l”accordo’ con la dirigente dell’Asl Rita Acquaviva. Sull’asse Pucillo-Apicella-Quartucci gli inquirenti parlano di una serie di “grandi manovre”

Gare d’appalto scritte in famiglia. Con i due imprenditori di Alidaunia, Roberto e Roberta Pucillo (padre e figlia), e il cognato dell’avvocato, Antonio Apicella, medico in pensione e faccendiere, incaricato di fare la “navetta” con le tecnostrutture per pilotare gli esiti. I “ghost writer” erano proprio loro, in contatto continuo con i dirigenti del Riuniti (Costantino Quartucci) e dell’Asl (Rita Acquaviva). Gli inquirenti hanno trovato nei pc le prove del “lavoro in team”, con files dal nome inequivocabile e modifiche coordinate nelle varie procedure amministrative per l’affidamento di appalti per oltre 70 milioni di euro (32+30 di proroga eventuale). Nelle carte dell’ordinanza firmata dal gip Armando Dello Iacovo c’è tutta la cronologia dei “carteggi”, degli incontri, delle telefonate e degli accordi.

“A che ora vi faccio venire a prendere?”, diceva in tono confidenziale il compagno dell’imprenditrice alla dirigente responsabile del procedimento, che rispondeva senza esitazione: “Nel pomeriggio”. Questo per comprendere lo scenario nel quale si muovevano gli accusati. Siamo nel 2019, agli albori dell’inchiesta che sta travolgendo un pezzo importante della sanità pugliese, visto il coinvolgimento del manager Vitangelo Dattoli, dg del Policlinico Riuniti e consulente del ministero della Salute, braccio destro e “assessore in pectore” alla Sanità di Michele Emiliano.

Decine di modifiche al capitolato sarebbero state apportate dagli stessi partecipanti alla gara, con i “consigli” di dirigenti e manager, fino all’atto definitivo salvato nel pc dalla segretaria di Alidaunia, con la ‘correzione’ più importante apportata al disciplinare di gara: la “modalità di aggiudicazione”. Qui, secondo gli inquirenti, “è stato privilegiato il dato soggettivo/discrezionale (punteggio per l’offerta qualitativa/progetto tecnico passato da 70 ad un massimo di 80 punti) piuttosto che quello oggettivo legato al punteggio per l’offerta economica, passato da 30 ad un massimo di 20 punti”.

Poi, le due “sviste” sulla distribuzione dei punteggi: “caratteristiche degli elicotteri offerti”, passato da 20 a 34 punti, con la ripartizione tra le basi di Foggia e Vieste rimasta inalterata; organizzazione aziendale e gestione/implementazione del servizio passato da 25 a 26 punti. Nel mezzo, tutta una serie di “soffiate” utili per scalzare la concorrenza dell’unico player in corsa, la ditta milanese Avionord.

Sì perché la società foggiana ha potenziato esponenzialmente il suo business nel settore dai tempi dell’ex governatore Nichi Vendola, arrivando a gestire il servizio non solo in Puglia ma in diverse regioni italiane. Un’ascesa inizialmente sostenuta dalle difficoltà orografiche della Capitanata e, dunque, dalla necessità di risolvere i problemi legati alla complessità di intervento nelle emergenze sanitarie (soprattutto sul Gargano). La gara in questione, dunque, era particolarmente importante per mantenere l’‘asset’ nel sistema sanitario regionale.

Emblematica è la condivisione dei files a novembre 2019 (poco prima dell’approvazione degli atti di gara, a gennaio 2020) tra gli imprenditori e i dirigenti. La documentazione, infatti, è stata rinvenuta negli uffici di Alidaunia e, il giorno precedente alla pubblicazione, in una pen drive utilizzata da Roberta Pucillo. Gli stessi documenti sono stati trovati nel cestino del pc utilizzato da Acquaviva.

Un estratto dell’ordinanza del gip

Le intercettazioni

L'”enorme conflitto di interessi” tra Acquaviva e Pucillo nasce a marzo del 2019, quando il dg dell’Asl Vito Piazzolla nomina la responsabile dell’Area tecnica “Rup” del procedimento. “Tu non ti devi preoccupare – diceva quest’ultima a Roberto Pucillo qualche giorno dopo aver ricevuto l’incarico -, senti, basta che mi dai sicurezza che quei documenti che mi dovevi mandare li tieni pronti”. E l’imprenditore: “Nessun problema”.

Poi le intercettazioni negli uffici della S.S. 673: “Nelle intercettazioni – scrivono gli inquirenti -, si sente la voce dell’ingegnere in sottofondo”. Quest’ultima aveva sottolineato che “in precedenza non si erano mai trovati nella condizione di dover ‘pilotare’ l’esito della procedura“.

Sui concorrenti, invece, si esprimevano così:

PUCILLO: “facciamo la gara sulla qualità, noi prendiamo il massimo, loro prendono di meno”.
ACQUAVIVA: “loro chi?”.
PUCILLO: “una ditta di Milano”.
ACQUAVIVA: “quindi può venire pure una ditta di Milano qua a dare fastidio, no? Anche per sta gara nostra?..ci dobbiamo stare attenti.. perciò gli ho detto a Roberta devi fare in modo che tu devi sapere quanti punti prendi e devi fare un’ipotesi..se voi ce la fate a mantenere il servizio con il prezzo di adesso”.
PUCILLO: “ma l’elicottero che noi dobbiamo mettere, il modello è moderno..un altro potrebbe essere anche mosso dalla voglia di farci fuori …di guadagnare”
ACQUAVIVA: “e dice faccio il 40% di ribasso”.
PUCILLO: “basta che me li tolgo davanti!”.
ACQUAVIVA: “appunto, perciò io ho detto a Roberta noi ci dobbiamo assicurare dei punti che devi fare anche un’ipotesi del 50% di ribasso”.

Il ruolo di Apicella

“Quando torna Roberto? Che tengo degli appunti”. Parlava così Antonio Apicella con sua sorella, moglie di Pucillo. Coordinava, giocava di sponda con le istituzioni. Non sapeva però che nella smart dell’imprenditore c’era una cimice. Il medico in pensione si esprime in termini inequivocabili, lasciando intendere che avrebbe consegnato al cognato le risposte del Riuniti (fornite da Quartucci) sulle osservazioni della società concorrente. Uno snodo decisivo, anche per tarare “eventuali controffensive” e ricorsi legali.

“Quello mi ha chiamato… – dice -, mi sono visto ieri… ha detto che tu hai posto dei quesiti e loro vogliono rispondere così…vedi se va bene..strappa il bigliettino mio….ha detto che prima gliele diamo e meglio è.. queste sono le risposte che vogliono dare loro…tu leggile con calma… e poi mi fai sapere…”.

Prima dell’avvio ufficiale della procedura, inoltre, è stata registrata sull’asse Pucillo-Apicella-Quartucci una serie di “grandi manovre”, finalizzate ad “ottenere un bando fotocopia sulla falsariga del servizio elisoccorso”. In buona sostanza, l’esperienza con l’Asl sarebbe stata trasposta al Riuniti, con il trasporto organi.

La “trattativa illecita” tra pubblico e privato era finalizzata a “procurare a Pucillo le bozze del capitolato speciale e la tabella dei punteggi qualitativi della futura gara, per consentirgli di apportare delle modifiche e recepire per quanto possibile tali modifiche, in modo da ‘preconfezionare’ la gara a uso e consumo di Alidaunia”. Qui entra in scena il direttore generale Vitangelo Dattoli, intenzionato a “chiudere in tempi rapidi questa storia”, facendo “pressing sotterraneo per consentire a Pucillo di fare una contromossa decisiva” per scalzare Avionord e “mettere le mani” sull’appalto. (In alto, Pucillo e la figlia; sotto, Dattoli Acquaviva e Quartucci)

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