Pietro Russo e quella sparatoria a Candelaro, quando Foggia sembrò “Chicago”. Il precedente del giovane ucciso in via Lucera

Dalle indagini emerge un episodio che destò scalpore in città nel 2015. Il 32enne tra i protagonisti di uno scontro a fuoco per futili motivi. Venne arrestato insieme ad altre tre persone

Pietro Russo coinvolto in una sparatoria nel 2015. Il giovane di 32 anni, ucciso ieri sera a casa sua in via Lucera, non era un volto nuovo per gli investigatori. Già noto per piccoli precedenti, reati contro il patrimonio, Russo venne arrestato nell’operazione “Chicago” messa a segno nel 2015 dalla squadra mobile di FoggiaFurono proprio scene da Chicago anni ’20 quelle vissute il 24 giugno di oltre sei anni fa al rione Candelaro.

Una sparatoria per futili motivi che costò l’arresto a quattro persone, inclusa la vittima di ieri.
Secondo la ricostruzione fornita all’epoca dagli inquirenti, due bande rivali scatenarono il conflitto per una birra non pagata dopo una partita a carte. La sera prima, in un circolo privato del rione Biccari, un parente di Pietro Russo ebbe un diverbio con un altro degli arrestati. La mattina dopo un nuovo scontro, stavolta alla presenza dello stesso Russo e di un altro familiare.

Nel pomeriggio, l’uomo della partita a carte, a bordo di una Fiat Marengo station wagon insieme a Russo e all’altro parente, dopo aver inseguito e tamponato l’auto del rivale, esplose colpi di pistola. Poi le vittime finirono contro alcune auto parcheggiate.
Ci fu anche una risposta al fuoco e solo per pura fortuna non rimasero coinvolti degli innocenti. Il parente di Russo, dopo i fatti, portò la Marengo in uno sfasciacarrozze dove gli inquirenti trovarono l’auto già distrutta e compattata.
Nel giro di pochi giorni, il gip acquisì elementi tali da disporre il carcere per i principali protagonisti della sparatoria, Russo incluso.

Nel frattempo, proseguono le indagini sull’efferato omicidio di ieri sera che non avrebbe nulla a che vedere con quanto accaduto a Candelaro nel 2015. Una decina di persone sono state ascoltate e cinque stub effettuati dai carabinieri su altrettanti sospettati. Al momento gli investigatori, coordinati dal pm Vincenzo Bafundi della Procura di Foggia, escludono che l’omicidio sia collegato ad ambienti legati alla criminalità organizzata. Le indagini si stanno concentrando sul passato del 32enne e sui suoi precedenti penali. I residenti di via Lucera, ascoltati dai militari, avrebbero dichiarato di non aver visto e sentito alcunché. Un aiuto potrebbe giungere dalla visione dei filmati delle telecamere di sicurezza presenti nella zona del delitto.

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