Vieste, riconosciuta la matrice mafiosa. Colpo letale al clan egemone: condanne per Raduano e i suoi sodali, inflitti 50 anni di carcere

Traffico di droga aggravato dalla mafiosità, tempo di sentenze per personaggi noti della criminalità garganica

Stangata a Marco Raduano alias “Pallone”, 37enne boss di Vieste. Il gup di Bari, al termine del rito abbreviato, ha inflitto 19 anni al capoclan, già detenuto in carcere a Nuoro. Secondo i giudici, Raduano è colpevole di traffico e spaccio di droga aggravato dalla mafiosità, e di porto e detenzione illegale di armi: è stato invece assolto dal possesso di una pistola. Condannati con lui anche i suoi più fedeli sodali: 18 anni e 10 mesi al nipote Liberantonio Azzarone detto “Antony”, 30 anni, accusato degli stessi reati (tranne il porto della pistola); 9 anni e 2 mesi a Gianluigi Troiano, 27enne, colpevole di traffico di droga aggravato dalla mafiosità e concorso con gli altri imputati nella detenzione di 152 chili di marijuana. Infine, 3 anni e 4 mesi a Luigi Troiano, 57 anni, sempre per la vicenda della marijuana.

I quattro viestani furono fermati il 7 agosto del 2018 dai carabinieri del nucleo investigativo di Foggia e dai colleghi della tenenza di Vieste su decreti di fermo spiccati dalla DDA. Il processo si è celebrato con rito abbreviato davanti al gup del Tribunale di Bari Francesco Pellecchia.

Raduano è ampiamente citato anche nell’ordinanza cautelare “Neve di Marzo” che portò a ben 15 arresti nel mondo della malavita viestana: in carcere numerosi appartenenti al clan di “Pallone”. Giovani spregiudicati pronti a tutto per controllare il traffico di droga ed ammazzare i rivali del clan Iannoli-Perna, questi ultimi ormai dimezzati dagli arresti dei cugini Giovanni e Claudio Iannoli e dall’uccisione del giovane boss, Girolamo Perna detto “Peppa Pig”, ammazzato il 26 aprile 2019. (In alto, Raduano; sotto, Azzarone e Troiano)

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