Orta Nova, mamme inferocite per i turni pomeridiani a scuola: “Dopo due anni di lockdown soltanto adesso i lavori”

Scontro tra maggioranza e opposizione. Gli assessori Pelullo e De Finis: “Impegnati sin da subito ad incontrare la dirigenza scolastica per programmare e individuare 13 aule provvisorie”

Inizio di anno scolastico turbolento ad Orta Nova dove l’abbattimento e la ricostruzione di un plesso dell’Istituto Comprensivo “Sandro Pertini” sta causando non pochi disagi alle famiglie e agli studenti. Infatti, da alcune settimane la comunità scolastica ha appreso il nuovo calendario delle lezioni che prevede una turnazione pomeridiana delle classi, a causa della mancanza di spazi da adibire ad aule scolastiche. La motivazione di tale scelta va ricercata nei perduranti lavori nel plesso che ospita le scuole medie e nel contemporaneo abbattimento dell’edificio scolastico di via Scarabino dove aveva sede la scuola primaria. In virtù di ciò tutte le classi dell’istituto dovranno alternarsi nei locali che sono disponibili, con la necessità di tornare anche nelle ore pomeridiane per almeno una settimana al mese.

I LAVORI IN CORSO. Il Comune di Orta Nova ha ricevuto 2,5 milioni di euro per realizzare la nuova sede della scuola elementare II Circolo. Con il provvedimento regionale numero 29 del 12 marzo 2019, infatti, il Comune capofila dei Cinque Reali Siti è stato individuato come beneficiario di un finanziamento interamente pubblico, attraverso cui abbattere e ricostruire il plesso “A” della scuola situata in via Scarabino. I lavori sono iniziati alla fine di luglio e già da allora qualcuno iniziò a storcere il naso, in quanto era palese che il cantiere si sarebbe protratto oltre l’inizio della scuola. E così è stato. I genitori degli alunni hanno subito alzato la voce per la difficoltà di far coincidere i loro orari di lavoro con gli orari di scuola e per l’impossibilità di far prendere parte ai figli a tutte le attività extrascolastiche che solitamente si svolgono nel pomeriggio. Il calendario pubblicato dall’IC Pertini prevede che le turnazioni continueranno fino all’inizio del prossimo anno, ma il sindaco ha parlato di alcune settimane di adattamento prima della risoluzione del problema.

LE MOTIVAZIONI DELLA MAGGIORANZA. Dopo che le mamme hanno iniziato ad esprimere il loro disappunto, la maggioranza ortese del sindaco Domenico Lasorsa è stata costretta ad intervenire per spiegare le ragioni che hanno portato alla turnazione. “L’amministrazione comunale – spiegano gli assessori Pelullo e De Finis – si è impegnata, sin da subito, ad incontrare la dirigenza scolastica per programmare e individuare le 13 aule provvisorie per il periodo di realizzazione del nuovo edificio scolastico di scuola primaria. Durante l’estate, grazie ad interventi di edilizia scolastica nei vari plessi scolastici, è stato possibile reperire 10 aule scolastiche, ad oggi fruibili dagli alunni della scuola primaria. Pertanto, le restanti 3 aule potranno essere utilizzate non appena l’impresa terminerà i lavori presso il nuovo padiglione delle scuole medie di Orta Nova (foto in alto). Lavori che, da contratto, si sarebbero dovuti concludere a fine giugno e che, purtroppo, per vari imprevisti, termineranno a fine settembre”. Successivamente dalla maggioranza hanno fatto sapere di aver individuato altre cinque aule che avrebbero consentito di evitare i turni pomeridiani, ma l’eventualità di utilizzare tali locali non sarebbe stata approvata dalla dirigenza scolastica per ragioni logistiche.

L’OPPOSIZIONE NON CI STA. Tutto ciò non è bastato per placare le polemiche. Sul tema è intervenuta anche la minoranza di Orta Nova che ha criticato i tempi del cantiere, dopo un anno e mezzo di pandemia e di didattica a singhiozzo per i ragazzi. “Negli ultimi giorni – spiega il consigliere comunale d’opposizione, Antonio Di Carlo – ho ricevuto numerose lamentele da parte dei genitori degli alunni dell’Istituto Comprensivo Sandro Pertini di Orta Nova. Fermo restando il necessario efficientamento degli edifici, ritengo che il ruolo della politica sia proprio quello di far coincidere tutte le necessità, senza danneggiare la didattica dei bambini, anche alla luce dell’ultimo anno e mezzo che ha comportato già dei sacrifici in questi termini. In un anno e mezzo di didattica a distanza avrebbero potuto portarsi avanti con i lavori – spiega il portavoce del Partito Democratico ed oggi gli studenti e le famiglie avrebbero avuto meno disagi. Arriviamo sempre tardi su tutto, non abbiamo mai potere di controllo sui lavori ed oggi gli studenti ortesi vivranno un nuovo lockdown forzato”. (In alto, nei riquadri, Pelullo, De Finis e Di Carlo)



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