Covid a scuola, 22 classi già in quarantena nel Foggiano: è la provincia più colpita in Puglia. Torna la didattica a distanza

Il trend comincia a preoccupare, i casi sono pressoché raddoppiati in quattro giorni. In Capitanata il maggior numero di contagi

Crescono i contagi da Covid-19 nelle scuole di Foggia. Il trend comincia a preoccupare, i casi sono pressoché raddoppiati in quattro giorni, passando da una ventina di sabato scorso a 45. Come riferito da Repubblica, sono le classi per le quali nelle scuole pugliesi è scattata la quarantena dopo l’accertamento di una positività al virus. Le classi interessate hanno ripreso la didattica a distanza (Dad) per non interrompere le lezioni.

La provincia nella quale si contano più contagi fra i banchi di scuola è quella di Foggia, dove su disposizione dell’azienda sanitaria sono finite in isolamento 22 classi. Nel report recuperato dall’edizione barese del quotidiano, la provincia di Bari segue la Capitanata con 14 classi che hanno dovuto lasciare l’aula per tornare a casa davanti al monitor di un tablet o di un computer. In città sono due gli istituti nei quali è spuntato almeno un tampone positivo: una scuola dell’infanzia paritaria che ha sede in centro e una terza classe della scuola media Tommaso Fiore a Poggiofranco. Gli altri contagi della provincia sono stati accertati nelle scuole di Corato, Terlizzi, Gravina in Puglia, Altamura, Mola di Bari, Turi e Sannicandro di Bari. Nel complesso ci sono 14 classi in isolamento fra Bari e dintorni.

Nella Bat c’è soltanto un caso sul tavolo del dipartimento di Prevenzione dell’Asl ed è alla scuola elementare D’Annunzio di Trani, dove un alunno è risultato positivo al test. Sono due invece le classi alle prese con il virus in provincia di Brindisi: una fa capo a una scuola dell’infanzia a San Pancrazio Salentino e l’altra è in una elementare di Latiano, dove per oggi sono in programma i tamponi di controllo. Nell’area più a sud della regione si segnalano sei classi in quarantena a Lecce e nessun caso fra Taranto e provincia. Da queste parti oggi arriveranno i test salivari per le scuole sentinella, come previsto dalla Regione.

Tamponi salivari in classe

Qualche giorno fa è partita la campagna di screening regionale per monitorare attraverso test salivari la circolazione del virus nei bambini di età compresa fra i 6 e i 12 anni. In concomitanza con l’avvio del calendario scolastico regionale e con la ripresa delle attività didattiche in presenza, in tutta la regione sono state individuate scuole primarie e secondarie “sentinella”, dove effettuare ogni quindici giorni i prelievi dei campioni salivari, nell’ambito del piano di monitoraggio della diffusione di Sars – Cov  2 nella popolazione studentesca non coperta dalla vaccinazione. In Puglia saranno complessivamente 2.282 i test da eseguire ogni due settimane nelle primarie e 1.531 nelle secondarie di primo grado.
“Massimo impegno da parte di tutta la sanità pugliese per far ripartire le scuole in sicurezza. Accanto alla massiccia campagna vaccinale oggi siamo partiti con i test salivari nelle scuole sentinella. Questi test sono uno strumento utile a monitorare la circolazione del virus tra bambini e adolescenti tornati a seguire le lezioni in presenza – spiega l’assessore alla sanità, Pier Luigi Lopalco – già nella prima giornata di avvio abbiamo riscontrato grande adesione e collaborazione sia da parte delle famiglie che degli uffici scolastici provinciali, consapevoli che la campagna di screening aiuta a testare la situazione contagi nelle classi e quindi a proteggere i bambini di età inferiore ai 12 anni che non possono in questo momento ricevere il vaccino”.
Lo screening è un’attività contestuale alla campagna vaccinale dedicata agli studenti con chiamata “scuola per scuola” che in Puglia ha dato risultati ottimi. Ad oggi infatti la copertura con prima dose della fascia di età 12-19 anni è salita al 71, 23% (la media nazionale è al 63,94%) e con seconda dose il 55,92%, mentre la percentuale nazionale si attesta al 50,33%.

“L’obiettivo scuola in presenza al 100% è a rischio”

L’obiettivo del governo di garantire la scuola in presenza al 100% rischia di essere fortemente disatteso come dimostra il numero di classi e studenti già in quarantena. E’ una strategia molto rischiosa puntare esclusivamente sulla vaccinazione senza screening sistematici e interventi di sistema su aerazione, ventilazione e gestione trasporti”.

Lo ha detto il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta partecipando ad un evento promosso da Cittadinanzattiva nel quale ha presentato un’anteprima del Report Gimbe sulla Sicurezza covid 19 nelle scuole.

“Il rischio zero a scuola non esiste – ha affermato Nino Cartabellotta – serve un approccio multisistema” per combattere la diffusione del Covid nelle scuole, perchè – stando ad alcune simulazioni – anche se ci sono gli studenti e il personale vaccinato, si usano le mascherine, c’è il distanziamento, si fanno gli screening, un 13% di studenti rischia comunque di infettarsi.

“L’ipotesi di abbandono delle mascherine anche se tutti sono vaccinati in classe non poggia su alcuna evidenza scientifica”. A dirlo è stato il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, intervenendo alla presentazione di un rapporto di Cittadinanzattiva. “Gli studi evidenziano – ha spiegato l’esperto – che le mascherine riducono il rischio di contagio anche se tutti gli studenti sono vaccinari del 50% per la bassa immunità, del 35% per la media immunità e del 24 % per l’alta immunità. Con la variante le percentuali salgono al 70% al 57% e al 41%.

Nella popolazione tra 0 e 19 anni tra il 30 agosto e il 12 settembre sono stati registrati 17.312 nuovi casi di Covid, 190 persone sono state ospedalizzate, 2 ricoverate in terapia intensiva, non si registrano decessi. Nella stessa fascia di età, tra il 16 e il 29 agosto, dunque quando le scuole non erano iniziate, i nuovi casi erano stati 22.843 con 297 ospedalizzazioni 4 ricoverati in terapia intensiva, 0 i decessi. Cartabellotta ha evidenziato che scendono i contagi soprattutto nella fascia 12-19 anni mentre sono aumentate le ospedalizzazioni dei bambini al di sotto dei 3 anni.

Il 32,3% degli studenti nella popolazione 12-19 anni, secondo l’analisi Gimbe, non ha ricevuto nessuna dose, spiccano i giovani della Provincia autonoma di Bolzano, della Valle d’Aosta (40,4%) e della Liguria (40%). I giovani più vaccinati sono quelli della Puglia (25%), della Lombardia (24%) e della Sardegna, questi ultimi sono i più vaccinati di tutti, solo il 24,2% non è vaccinato. Nella fascia di età 12-19 anni il 52,1% pari a 2.374.04, ha fatto il ciclo completo di vaccinazioni, il 15,6% pari a 712.088 ha fatto la prima dose e il 32,3% pari a 1.470.788 nessuna dose.

I test salivari sono il futuro per la facilità dell’uso “ma i pochi studi compiti su essi mostrano che la possibilità di scoprire i positivi siano tra il 53 e il 73%. Sono necessari altri studi, anche per standardizzare il metodo di raccolta del campione”, ha evidenziato Cartabellotta.

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